Il gruppo aerosiluranti “Buscaglia-Faggioni”, le audaci azioni a difesa di Roma

L’impegno dell’Aeronautica della RSI e le gesta eroiche del Comandante Faggioni nella battaglia per la Capitale.

Durante i cruciali mesi della difesa di Roma, un ruolo significativo fu giocato dall’artiglieria contraerea e dalla rinata Aeronautica della Repubblica Sociale Italiana (RSI). Tra le forze aeree repubblicane, si distinse in particolare il Gruppo Aerosiluranti “Buscaglia-Faggioni”.

Questo gruppo compì numerose e decisive azioni di guerra. Un esempio notevole fu l’attacco al largo di Nettuno, dove sette aerosiluranti colpirono con successo due navi nemiche. Subito dopo, gli stessi velivoli si spostarono a Capo Circeo, ingaggiando e danneggiando un cacciatorpediniere, un grande piroscafo e tre navi da trasporto. La notte del 10 aprile, un ulteriore attacco condusse all’affondamento di altre tre navi nemiche. Fu in questa occasione che il Comandante Faggioni cadde in azione.

La figura del Comandante Faggioni è ricordata con parole di profondo rispetto e ammirazione: “Insuperabile Comandante di reparti Aerosiluranti, in quattro anni di guerra combattuta senza pari, con entusiasmo senza limiti, si prodigava oltre ogni possibilità coprendosi di Gloria. Cinque Medaglie d’Argento, tre di Bronzo ed una promozione per merito di guerra testimoniano il suo Valore. Oltre centomila tonnellate di naviglio colpito ed affondato sono il suo pegno d’onore. Nella ripresa d’animi e di macchine, dopo l’8 settembre, con fede indiscussa ricostituiva e veniva proposto al comando del 1º Gruppo Aerosiluranti. Sempre Primo nella lotta, si prodigava ancora con l’animo e col cuore al di là del proprio dovere, lanciandosi contro il nemico che calpestava il suolo della Patria. Il mare di Roma vedeva ancora i rossi bagliori delle navi da lui colpite. In questa epopea di eroismo si gettava per l’ultima volta in un infernale sbarramento di fuoco guidato soltanto dalla sua fede che non ha mai tremato né conosciuto sconfitta. Nel sovrumano intento di raggiungere le unità nemiche, sorpassava l’impossibile barriera che guarniva sul mare e sulla terra la testa di ponte di Nettuno, colpiva ancora non ritornando da quel mare che già conosceva le sue gesta di vittoria. Suggellava così il suo smisurato valore, la sua fede incrollabile, le sue virtù di combattente, come esempio agli eroi ed a vanto della rinata Patria nostra.”