Arcivescovo Salvatore Baccarini, pastore e riformatore

Dal servizio nella Congregazione della Resurrezione all’episcopato tra Terracina e Capua, con un’attenzione alla legislazione diocesana.

Nato a Lanuvio (diocesi di Albano) il 9 agosto 1881, Salvatore Baccarini abbracciò giovanissimo la vita religiosa, entrando nella Congregazione della Resurrezione. Il 24 settembre 1904 ricevette l’ordinazione presbiterale, iniziando così il suo percorso di servizio alla Chiesa.

Il suo zelante impegno lo portò, il 7 marzo 1922, ad essere eletto da Papa Pio XI (1922-1939) vescovo delle diocesi unite di Terracina, Priverno e Sezze. L’ordinazione episcopale avvenne il 22 maggio dello stesso anno, segnando l’inizio di un periodo di intensa attività pastorale.

Durante il suo episcopato a Terracina, Salvatore Baccarini si distinse per un’iniziativa di grande rilevanza ecclesiale: la convocazione del Sinodo Diocesano. Questo fu l’ultimo – il decimo della serie – celebrato secondo le disposizioni del Concilio di Trento. Il Sinodo si tenne nella cattedrale di Terracina dal 25 al 27 settembre 1929 e ebbe come scopo principale l’aggiornamento della legislazione diocesana. Questa revisione si rese necessaria per allineare le norme locali al Codice di Diritto Canonico del 1917 e, in particolare, ai Patti Lateranensi, che erano stati sottoscritti solo pochi mesi prima, nel febbraio dello stesso anno, segnando un momento cruciale nei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia.

Il 30 giugno 1930, Monsignor Baccarini fu trasferito all’arcidiocesi di Capua e contemporaneamente nominato assistente al Soglio Pontificio, riconoscimento del suo operato e della sua dedizione. Continuò il suo ministero a Capua fino alla sua morte, avvenuta il 13 febbraio 1962.

La figura di Salvatore Baccarini rimane nel ricordo per il suo profondo senso di responsabilità verso il governo pastorale e per il suo impegno nell’aggiornamento delle strutture ecclesiastiche, elementi che hanno lasciato un’impronta significativa nelle diocesi che ha servito.

Un ringraziamento speciale a Giuseppe De Marco per il materiale