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Tor Tre
Ponti

Il toponimo
di origine antica Tre Ponti/Tripontium, riportato nelle
iscrizioni di Mesa che ricordano i lavori di bonifica e
di ripristino della Via Appia fatti eseguire da
Teodorico, conserva la memoria della stazione (la
settima da Roma) per il servizio postale pubblico
(cursus publicus) di Tripontium, così denominata per la
presenza nel sito di un ponte a tre luci, ricostruito
nell’ambito dei lavori avviati, in questo tratto della
Via Appia antica, dall’imperatore Nerva e conclusi da
Traiano (così come riportato dal cippo miliario visibile
davanti all’attuale chiesa di S. Paolo nel Borgo di Tor
Tre Ponti).
Il toponimo di origine medievale Torre Tre Ponti/Tor Tre
Ponti, riportato sia nella documentazione d’archivio di
età medievale sia nella cartografia storica relativa
agli interventi di bonifica delle paludi pontine a
partire dalla prima età moderna, ricorda la torre
costruita dalla Comunità di Ninfa a ridosso dell’antico
ponte a tre luci dell’Appia antica. La struttura
fortificata venne realizzata al fine di
controllare e difendere non soltanto il passaggio sulla
Via Appia, ma anche il mulino di proprietà comunale, le
terre e la peschiera del monastero di S. Maria Tre
Ponti. Assai interessante è la strada, segnata nella
carta di Giacomo Filippo Ameti (1693), che collegava la
Torre di 3 ponte e il contiguo Borgo Longo con la Strada
Romana per Napoli (la moderna Via Consolare). Tale
strada, peraltro, nel suo prolungamento sia verso nord
sia nel versante a sud della Via Appia, collegava
Sermoneta di Gaetani con il Casal di Piscinara de’
Gaetani, le Macchie di Fogliano¸ il Lago di Fogliano de’
Gaetani e la Foce di Fogliano sul Mar Tirreno. Nel 1780,
nell’ambito delle opere intraprese per la bonificazione
delle paludi pontine, furono demoliti i ruderi della
medievale Tor Tre Ponti. Con motu proprio del 1777, Papa
Pio VI Braschi (1775-1799) dette avvio alle opere per la
bonificazione delle paludi pontine. Sin da quella data
il sito e l’area di Tor Tre Ponti vennero inclusi nel
Circondario pontino, assoggettato alla
giurisdizione della Revenda Camera Apostolica.2 Le
strutture relative al servizio postale ed al ristoro,
attive sin dal 1784, furono completate dopo il
1790. Esse comprendevano anche l’abitazione degli
ingegneri della bonificazione pontina, il Quartiere dei
Cavalleggeri, i locali per il picchetto dei fucilieri,
una scuderia e una cappellina. La Chiesa di S. Paolo ed
il convento furono realizzati tra il 1790 e il
1796 (nell’incisione di Carlo Antonini, del 1785,
il complesso è rappresentato completo di Chiesa e
convento).Il progetto della Chiesa fu elaborato dal
tecnico pontificio Francesco Navone; quello del convento
dall’ingegnere Gaetano Rappini, insieme al completamento
dell’osteria e della posta. Una iscrizione conservata
nel portico della Chiesa ricorda che l’intero complesso
fu voluto da Papa Pio VI a memoria del passaggio
dell’Apostolo Paolo. A partire dalla fine del ‘700 vi fu
una rapida decadenza causata dalle vicissitudini
napoleoniche in Italia: l’esercito francese usò la
Chiesa, il convento e la posta come distretto di
guarnigione. Nel 1831 Papa Gregorio XVI restaurò la
Chiesa. E’ del 1934 un successivo restauro, in occasione
del quale Gelasio Caetani donò un altare del 1572, fino
ad allora ubicato presso la Chiesa di Sant’Antonio
in Cisterna di Latina. |