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Appunti
di “viaggio” in Tor Tre Ponti
La chiesa di
Tor Tre Ponti, proprio perché utilizzata dagli abitanti
dello Scalo deve essere necessariamente descritta per capire
meglio quali siano le realtà territoriali.
La struttura conventuale progettata dall’architetto Gaetano
RAPPINI fu iniziata a costruire nel 1790, mentre la chiesa
vera e propria fu progettata dall’architetto camerale
Francesco NAVONE.
Il 9 maggio, personalmente PIO VI° benedì la prima pietra
della chiesa.
L’edificio chiesa si presenta architettonicamente a forma di
croce latina con transetto evidenziato da una cupola,
arricchito da un campanile caratteristico posizionato a nord
della struttura; l’aula liturgica è ad una navata centrale
ampia e due laterali più piccole alle quali vi si può
accedere attraverso un ampio porticato.
Proprio sotto di questo vi è una lapide commemorativa la
quale così riporta: “Pius Sextus POM pontini agri a se
constanti opere ab inundantibus aquis exsiccati colonis ne
Religionis subsidia delessent, Templum in honorem Pauli
Apostoli cuius olim pedum vestigiis hic locus consecratus
est cum coenobio a fundamentis erexit omnq. Cultu ditavit
tuitione eius curaq. Sodalibus Ordinis Cappuccinorum
perpetuo conlata. Anno Domini 1796 Pont. XXII”. (Foto)
Pio VI ricorda di aver costruito questa chiesa affinché ai
contadini residenti non venissero mai meno i conforti della
religione, che il tempio era dedicato all’Apostolo Paolo in
ricordo del suo passaggio in quei luoghi, e che la chiesa
era stata affidata all’Ordine dei Cappuccini.
La
Sacra Scrittura ci dice: “Da Roma i
fratelli, che avevano sentito parlare di noi, ci vennero
incontro fino al Foro Appio e alle Tre Taverne. Paolo nel
vederli, ringraziò Dio e prese coraggio (At 28,15)”.
La chiesa, presenta un altare “maggiore” del XVI° secolo in
marmo lavorato, e proviene dalla chiesa (ormai distrutta) di
S. Antonio di Cisterna di Latina, esso è stato donato da
Gelasio CAETANI; come visto, la chiesa fu inizialmente
affidata ai frati cappuccini che vi rimasero sicuramente
sino al 1800.
Successivamente ci fu un periodo di decadenza soprattutto a
causa del brigantaggio operato dai napoleonici in Italia;
l’esercito napoleonico come sua abitudine, usò il convento
la chiesa e la vicina posta come distretto di guarnigione.
Il papa Gregorio XIV la fece restaurare nel 1831 e si degnò
pure di visitarla; nonostante ciò, la chiesa cadde in
decadenza a causa principalmente dell’imperfetta bonifica
della palude e della malaria che imperava.
Con la bonifica fascista, e per volere di Mussolini, che non
trascurava l’aspetto del conforto religioso dei contadini,
la chiesa fu risanata nel 1934 e l’anno successivo fu
istituita come parrocchia dove sino al 1960 fu retta da
sacerdoti secolari incardinati nella diocesi.
A memoria,
ricordiamo che dal 1949 viene nominato parroco di Tor TRE
Ponti don Giuseppe DI BELLA, che vi rimase sino al 1954
quando fu inviato come vice parroco nella chiesa di S. Maria
Goretti in Latina. Il primo successore di don Giuseppe DI
BELLA fu don Vincenzo FAUSTINELLA, aiutato nell’opera di
apostolato dal sacerdote cinese don
Ly YUN YAN meglio conosciuto come “don Pietro il cinese”. Dal 1961 la parrocchia è retta da sacerdoti Missionari dei
Sacri Cuori di Gesù e Maria. |